{"id":1179,"date":"2022-01-24T10:54:11","date_gmt":"2022-01-24T10:54:11","guid":{"rendered":"https:\/\/diothercity.eu\/non-categorizzato\/alla-scoperta-dei-confini-della-citta-con-francesco-careri\/"},"modified":"2023-03-06T11:14:45","modified_gmt":"2023-03-06T11:14:45","slug":"alla-scoperta-dei-confini-della-citta-con-francesco-careri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/diothercity.eu\/it\/blog-it\/alla-scoperta-dei-confini-della-citta-con-francesco-careri\/","title":{"rendered":"Alla scoperta dei confini della citt\u00e0 con Francesco Careri"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Un&#8217;intervista di Anna Maria Piccoli di <\/strong><a href=\"https:\/\/www.mulab.it\"><strong>Mulab<\/strong><\/a><strong>, Associazione culturale a Roma, per il progetto #DiOtherCity.<\/strong><\/p>\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"1000\" height=\"716\" src=\"https:\/\/diothercity.eu\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/kisspng-job-interview-silhouette-clip-art-live-interview-silhouette-5a985de865b784.7448094215199349524166.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-1171\" srcset=\"https:\/\/diothercity.eu\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/kisspng-job-interview-silhouette-clip-art-live-interview-silhouette-5a985de865b784.7448094215199349524166.png 1000w, https:\/\/diothercity.eu\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/kisspng-job-interview-silhouette-clip-art-live-interview-silhouette-5a985de865b784.7448094215199349524166-980x702.png 980w, https:\/\/diothercity.eu\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/kisspng-job-interview-silhouette-clip-art-live-interview-silhouette-5a985de865b784.7448094215199349524166-480x344.png 480w\" sizes=\"(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1000px, 100vw\" \/><figcaption>source: cleanpng.com<\/figcaption><\/figure>\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\r\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"Alla scoperta dei confini della citt\u00e0 con Francesco Careri, architetto e attivista\" width=\"1080\" height=\"608\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/DMCqqMa8E0g?feature=oembed\"  allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe>\r\n<\/div><\/figure>\r\n\n<p><em>Francesco Careri \u00e8 architetto e Professore Associato presso il Dipartimento di Architettura dell\u2019Universit\u00e0 di Roma Tre. Dal 1995 \u00e8 membro fondatore del laboratorio di<\/em><a href=\"https:\/\/www.arte-util.org\/projects\/stalker-lab\/\"><em>Arte Urbana Stalker Osservatorio Nomade<\/em><\/a><em>, con cui sperimenta metodologie di intervento creativo nella citt\u00e0 multiculturale e dell\u2019abitare informale a Roma, prima con azioni di arte pubblica al Campo Boario, in seguito a Corviale con studi e progetti sulle microtrasformazioni operate dagli abitanti, in seguito nella citt\u00e0 dei Rom, tra baraccopoli, campi attrezzati e auto recupero di spazi occupati.<\/em><\/p>\n\n<p><em>Dal 2006 \u00e8 titolare del<\/em><a href=\"http:\/\/articiviche.blogspot.com\/p\/blog-page.html\"><em>Corso di Arti Civiche<\/em><\/a><em>, un corso opzionale a struttura peripatetica che si svolge interamente camminando analizzando e interagendo in situ con i fenomeni urbani emergenti.&#13;\n<\/em><\/p>\n\n<p><em>Dal 2012 \u00e8 Direttore del Master Arti Architettura Citt\u00e0, poi dal 2016 co-Direttore dei Master Environmental Humanities e dal 2019 del Master PACS Arti Performative e Spazi Comunitari.<\/em>&#13;\n<\/p>\n\n<p><em>Dal 2016 \u00e8 titolare del Laboratorio di Progettazione Architettonica e Urbana con cui sperimenta la strategia di abitare transitorio <\/em><a href=\"https:\/\/laboratoriocirco.wordpress.com\/\"><em>CIRCO &#8211; Casa Irrinunciabile per la Ricreazione Civica e l&#8217;Ospitalit\u00e0<\/em><\/a><\/p>\n\n<p><p><b>Francesco Careri, in tutta la tua attivit\u00e0 professionale si legge un grande amore per ci\u00f2 che si muove, agita e trasforma ai margini e ai confini della citt\u00e0. <\/b><b>Credi che un turismo sostenibile nelle periferie sia possibile? E, se si, con quali strumenti, con quale narrazione?<\/b><\/p><\/p>\n\n<p>Una domanda molto difficile, un turismo sostenibile\u2026 Ormai quasi tutto \u00e8 sostenibile, mettiamo l\u2019aggettivo sostenibile a quasi tutto quello di cui parliamo, poi bisogna vedere quanto lo \u00e8. &#13;\n<\/p>\n\n<p>E\u2019 la parola \u201cturismo\u201d che mi mette un po\u2019 in difficolt\u00e0, nel senso che per me il turismo di solito \u00e8 un\u2019attivit\u00e0 di consumo, del territorio, degli abitanti, delle pratiche e dei luoghi, quindi per essere veramente sostenibile deve esserci un coinvolgimento vero delle realt\u00e0, <\/p>\n\n<p>non ci pu\u00f2 essere un\u2019associazione, una guida, un qualcuno che dal centro va in periferia a vedere lo zoo e a mostrare lo zoo, ma magari dovrebbe essere fatto un empowerment degli abitanti, affinch\u00e9 sia un\u2019esperienza che nasca dal territorio ed \u00e8 questa la cosa difficile da creare.<\/p>\n\n<p>Di solito finisce che si va ad attivare questi luoghi, secondo me \u00e8 pi\u00f9 giusto andare a cercare, andare a vedere se ci sono delle persone che gi\u00e0 hanno questa inclinazione, delle associazioni lavorano dal territorio e sul territorio, pi\u00f9 che immaginare di prendere dei turisti che arrivano a Fiumicino con dei flyer e dirgli: \u201cTi porto al campo rom\u201d, non funzionerebbe. <\/p>\n\n<p>Dovrebbe essere un rom a decidere come e quando portare delle persone l\u00e0 dentro e cosa raccontargli e tra l\u2019altro forse non tutti sono pronti ad entrare in un campo rom, perch\u00e9 magari hanno prima bisogno di fare un percorso loro.<\/p>\n\n<p>Quindi come attivare un turismo in luoghi periferici? Periferia pu\u00f2 voler dire tutto, per esempio a Roma pu\u00f2 voler dire anche archeologia romana, andare a vedere le bellezze degli acquedotti e delle rovine romane in periferia e ci sono gi\u00e0 delle guide e dei percorsi, per\u00f2 se uno volesse entrare nella parte un po\u2019 pi\u00f9 sommersa di quello che \u00e8 il territorio secondo me serve un esperto, qualcuno che ha gi\u00e0 questa inclinazione, che gi\u00e0 lo fa a Barcellona, a Citt\u00e0 del Messico, a New Dheli e a Londra e vuole conoscere il modo in cui si abitano le marginalit\u00e0. Far consumare l\u2019esperienza a delle persone che hanno mezzo pomeriggio per andare a vedere qualcos\u2019altro oltre che il Colosseo io lo eviterei.&#13;\n<\/p>\n\n<p><strong>In quale modo, secondo te, si potrebbero coinvolgere in maniera corretta gli abitanti di un territorio periferico  in un\u2019operazione simile?<\/strong><\/p>\n\n<p>Vanno fatte delle operazioni di scouting, di lettura del territorio, bisogna andare a vedere quali sono le associazioni, se ci sono dei personaggi particolari, dei cantastorie, degli artisti, queste sono le persone migliori per accompagnare e far penetrare con profondit\u00e0 estetica e poetica un territorio. Come farlo? Ci vuole un sacco di tempo da perdere, bisogna mettersi al bar, chiacchierare, osservare, stare fermi, guardare che succede, trovare la persona giusta. Non c\u2019\u00e8 una ricetta vera e propria per andare a scoprire il territorio, secondo me perderci molto tempo \u00e8 la metodologia migliore.<\/p>\n\n<p>E poi camminare, perdersi, inciampare, entrare di nascosto in alcuni luoghi, conoscere delle persone, dico sempre: \u201ccercare di prendere la citt\u00e0 di sorpresa e lasciarsi sorprendere dalla citt\u00e0\u201d, \u00e8 come creare degli incontri fortuiti. Dopodich\u00e9 portarsi delle persone dietro \u00e8 sempre un po\u2019 rischioso.&#13;\n<\/p>\n\n<p>A Roma ci sono molti gruppi che fanno questo, Ottavo Colle, Mamma Roma, che sono coreografi, danzatori, poi Urban Experience, che fanno dei walkabout con le cuffiette. Camminano e parlano alle persone in cuffia, andando in giro per Corviale, per le periferie. <\/p>\n\n<p>Secondo me per\u00f2 ci vuole un vero incontro, sedersi a tavola, mangiare insieme, avere uno scambio con gli abitanti, anche se questo poi \u00e8 il Format che tra sardi si chiama \u201cPranzo col pastore\u201d, vendere un\u2019esperienza che poi alla fine \u00e8 falsa, perch\u00e9 se scopri che quel pranzo si fa tutte le settimane, due, tre volte a settimana, capisci che quel pastore \u00e8 un attore, alla fine, non fa nemmeno pi\u00f9 il pastore, ma organizza pranzi per turisti.<\/p>\n\n<p>Una vera esperienza per\u00f2 bisogna un po\u2019 costruirla da soli. Io il consiglio che darei e non organizzarli. Ma sperare che ognuno faccia il suo giro e abbia la capacit\u00e0 di entrarci. Poi \u00e8 bene avere sempre almeno un nome di una persona da andare a cercare, quella \u00e8 la chiave con cui entrare in un quartiere.&#13;\n<\/p>\n\n<p><strong>Quali caratteristiche, capacit\u00e0 o funzione dovrebbe avere secondo te,  questa figura che immaginiamo? Questa figura capace di ispirare e sperimentare nuove forme di esplorazione urbana. Non chiamiamola guida.&#13;\n<\/strong><\/p>\n\n<p>Secondo me deve essere una persona che lavora l\u00ec, che lavora con le persone, che questo lavoro non lo fa solamente nel portare delle persone l\u00ec, ma nel far crescere il territorio in diverse maniere. Deve essere un\u2019attivista, una persona impegnata nell\u2019empowerment del territorio, perch\u00e9 se fa solo da guida non sa neanche bene quello di cui si parla.<\/p>\n\n<p>Perch\u00e9 andare a vedere non \u00e8 il tutto, con gli occhi non si capiscono le cose, se non c\u2019\u00e8 qualcuno che racconta, qualcuno che spiega, qualcuno che incontri e con cui puoi avere una relazione vera, sempre che esista la realt\u00e0 e la verit\u00e0. &#13;\n<\/p>\n\n<p>Io ho immaginato una serie di cose, c\u2019\u00e8 un progetto a cui sto lavorando adesso che si chiama \u201c<a href=\"https:\/\/laboratoriocirco.wordpress.com\/\">CIRCO \u2013 Casa Irrinunciabile per la Ricreazione Civica e l\u2019Ospitalit\u00e0.<\/a>\u201d Si tratta di andare nelle periferie, ma anche nel centro in realt\u00e0 a riutilizzare il patrimonio dismesso, autorimesse degli autobus, caserme, a Roma ci sono 67 o 68 cinema chiusi e abbandonati, ospedali, insomma tutto ci\u00f2 che oggi \u00e8 chiuso ed in abbandono ed \u00e8 un problema. Questo problema metterlo insieme ad altri problemi, quali appunto l\u2019accoglienza dei migranti, gli studenti fuori sede, tutti quelli che sono gli abitanti temporanei della citt\u00e0, e siccome ho sempre pensato che non si possono fare solo servizi e non produrre alcun reddito, questi luoghi ibridi in cui vivono persone diverse che si scambiano competenze tra di loro, potrebbero essere controbilanciati economicamente dal turismo, cio\u00e8, parte di questi nuovi condomini interculturali potrebbero diventare anche degli Air B&amp;B. Per persone a cui per\u00f2 interessa svegliarsi e far colazione con un africano, un musulmano, degli studenti. <\/p>\n\n<p>Penso che ci sia un turismo che potrebbe essere incuriosito dal non andare in un B&amp;B qualsiasi o in un hotel del centro o in un ostello per studenti, ma di voler vivere un\u2019esperienza vera calata in una realt\u00e0 dove abitano persone diverse. Secondo me quello potrebbe funzionare anche come parte remunerativa di reddito per qualcosa che poi invece offre servizi, perch\u00e9 non si pu\u00f2 affittare una camera allo stesso prezzo a un turista e a un migrante. Se io andassi in una qualche citt\u00e0 nel mondo e sapessi che posso andare in un posto strano, in cui incontro artisti, migranti, studenti, vecchi e bambini e che ogni giorno succedono delle cose strane, volentieri andrei a dormire l\u00ec.&#13;\n<\/p>\n\n<p><strong>Ritieni che gli strumenti e le possibilit\u00e0 che il digitale offre potrebbero essere di aiuto in questo processo e, se si, come?<\/strong><\/p>\n\n<p>Si sicuramente. Io non sono contrario al digitale e alla tecnologia. L\u2019importante \u00e8 che non tentino di svelare tutto. La difficolt\u00e0 in tutto questo \u00e8 come non consumare il territorio, come non consumare le comunit\u00e0 ed esporre, e attraverso la mappatura digitale \u00e8 un attimo che ci\u00f2 accada. Si dovrebbe provare a dare indizi, ma non a spiegare tutto, di produrre desiderio\u2026&#13;\n<\/p>\n\n<p><strong>Produrre desiderio pi\u00f9 che dare informazioni?<\/strong><\/p>\n\n<p>Esatto, volevo dire proprio questo. La tecnologia non \u00e8 un male, dipende come la si usa.<\/p>\n\n<p><strong>Immagini positiva un\u2019esperienza tipo gaming, una caccia al tesoro\u2026<\/strong><\/p>\n\n<p>Per esempio, oppure hai un nome di una persona da cercare perch\u00e9 quello \u00e8 il vecchietto o \u00e8 il matto del villaggio da cui partire. Cercherei di farlo in modo pi\u00f9 creativo.<\/p>\n\n<p><strong>Qualche esempio &#8211; anche in base alla tua esperienza sia di architetto, sia di professore universitario, sia di sperimentatore e ricercatore con il gruppo Stalker\/Osservatorio Nomade, con trent\u2019anni di camminate alle spalle &#8211; di area o sito periferico che meriterebbe di essere  visitato e raccontato.<\/strong><\/p>\n\n<p>Il Pantheon! Secondo me \u00e8 Roma Est la parte di citt\u00e0 pi\u00f9 interessante, in quel triangolo tra l\u2019Appia e la Prenestina, prendendo dentro la Tuscolana e la Casilina.<\/p>\n\n<p>Intanto l\u00ec c\u2019\u00e8 la pi\u00f9 alta concentrazione di migranti, ma soprattutto c\u2019\u00e8 uno sfilacciamento urbano per cui in realt\u00e0 la citt\u00e0 \u00e8 piena di vuoti, di marane, per dirla alla romana. L\u00ec c\u2019era per esempio tutto il progetto dell\u2019area SDO, del Sistema Direzionale Orientale, dopo la tangenziale, che oggi \u00e8 ancora una parentesi di pecore, polli, vacche e poi la citt\u00e0 ricomincia dopo un po\u2019. <\/p>\n\n<p>In quella zona c\u2019\u00e8 la parte pi\u00f9 informale della citt\u00e0, c\u2019\u00e8 un abitare temporaneo, c\u2019\u00e8 una quantit\u00e0 di persone diverse, basta prendere un tram per incontrare tutto il mondo salvo che dei romani. Non mi viene un posto in particolare, ti direi il Parco degli Acquedotti, perch\u00e9 attraversa un po\u2019 tutto, una lunga passeggiata lungo gli acquedotti, perch\u00e9 poi gli acquedotti intersecano la citt\u00e0 in vari punti e questo permette anche di leggere diversi tipi di tessuto urbano, diversi tipi di societ\u00e0, di abitanti.&#13;\n<\/p>\n\n<p>Che altro posso dirti? Secondo me le occupazioni abitative oggi sono posti interessanti da vedere a Roma. Ne posso consigliare tre che sono Porto Fluviale a Ostiense, Spin Time e Metropolix, che \u00e8 sulla Prenestina per l\u2019appunto, perch\u00e9 sono dei luoghi che sono stati capaci &#8211;  quanto illegalmente &#8211; di costruire delle pratiche dell\u2019abitare diverso a Roma e sono dei veri condomini interculturali dove vivono arabi, sudamericani, esteuropei assieme a famiglie italiane. Insomma, sono piene di quello che penso sar\u00e0 la vita nei prossimi anni, credo che i bambini che sono cresciuti l\u00ec siano molto pi\u00f9 pronti ad affrontare il futuro dei nostri figli. Se si vuole vedere dove sta andando la citt\u00e0 quelli sono posti interessanti, e di solito sono aperti allo scambio e all\u2019incontro. Il Metropolix \u00e8 aperto tutti i sabati mattina, Spin Time \u00e8 aperto quasi tutti i giorni, con le attivit\u00e0 che ospita al piano terra, Porto Fluviale anche ha una serie di aperture settimanali. Sono dei luoghi che seppure nati dall\u2019antagonismo politico pi\u00f9 forte, in realt\u00e0 hanno una capacit\u00e0 di aprirsi e di farsi leggere dalla citt\u00e0. Il campo rom \u00e8 un\u2019esperienza che secondo me va fatta, perch\u00e9 comunque esistono\u2026<\/p>\n\n<p><strong>Mi ci hai portato tu\u2026<\/strong><\/p>\n\n<p>Perch\u00e9 poi Roma ha varie facce, poi uno pu\u00f2 cercare anche i casin\u00f2 di via Tiburtina perch\u00e9 gli interessa spendere e perdere soldi, oppure i luoghi della prostituzione. Ma ci sono dei luoghi pasoliniani, quelli dei film di Pasolini, di Mamma Roma, di Accattone, che uno pensa siano spariti e invece si sono solo spostati un po\u2019 pi\u00f9 in l\u00e0.&#13;\n<\/p>\n\n<p><strong>Certi sono uguali, l\u2019Idroscalo \u00e8 quello, 2 novembre 1975&#8230;<\/strong><\/p>\n\n<p>Si, l\u2019Idroscalo \u00e8 quello. Le baracche ci sono ancora, se uno vuole andare a vedere come vivono oggi\u2026 Per\u00f2 che fai, porti un gruppo di turisti a vedere i baraccati? No\u2026 Oppure si perch\u00e9 sai come entrarci, sai come relazionarti. Per\u00f2 il tipo di turisti che porti devono essere forse quelli che non tirano subito fuori la macchinetta fotografica, ci deve essere proprio un\u2019educazione.&#13;\n<\/p>\n\n<p><strong>E\u2019 possibile un\u2019urbanistica responsabile?<\/strong><\/p>\n\n<p>Gli urbanisti dovrebbero essere responsabili! Io lo spero\u2026 Il mondo non va pi\u00f9 in quella direzione, l\u2019urbanistica non ha pi\u00f9 alcun peso rispetto ai flussi finanziari ed economici. <\/p>\n\n<p>Ti faccio un esempio stupido, se si decide di fare un grande centro commerciale in un certo quartiere dove ci sono delle comunit\u00e0 che vivono l\u00ec da tanto tempo e che vanno forse protette, ma arrivano i soldoni e l\u2019occupazione &#8211;  e qui c\u2019\u00e8  tutta una retorica &#8211; quando c\u2019\u00e8 un flusso di qualche miliardo o centinaia di milioni che cala su un territorio, nessun sindaco, nessun amministratore \u00e8 capace di dire di no, pure se nessun urbanista l\u2019aveva previsto e certamente non \u00e8 nel piano regolatore.<\/p>\n\n<p>E queste cose sono capaci di sconvolgere un tessuto, una citt\u00e0, una comunit\u00e0. E quindi a che servono gli urbanisti in questo mondo in cui tutto viene deciso dalle multinazionali non lo so. E\u2019 molto difficile, cio\u00e8 l\u2019urbanista si deve iniziare ad occupare delle parti residuali oppure opporre resistenza a quest\u2019altra urbanistica che arriva dal neoliberismo.<\/p>\n\n<p>L\u2019urbanistica responsabile oggi \u00e8 un\u2019urbanistica di resistenza e di invenzione e di creativit\u00e0 di altre cose che possono succedere nella citt\u00e0 a prescindere da quella roba l\u00ec.&#13;\n<\/p>\n\n<p>Potete guardare l&#8217;intervista completa <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=DMCqqMa8E0g\" data-type=\"URL\" data-id=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=DMCqqMa8E0g\">qui<\/a>. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un&#8217;intervista di Anna Maria Piccoli di Mulab, Associazione culturale a Roma, per il progetto #DiOtherCity.<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":1174,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_et_pb_use_builder":"off","_et_pb_old_content":"","_et_gb_content_width":""},"categories":[32],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/diothercity.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1179"}],"collection":[{"href":"https:\/\/diothercity.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/diothercity.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/diothercity.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/diothercity.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1179"}],"version-history":[{"count":7,"href":"https:\/\/diothercity.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1179\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1842,"href":"https:\/\/diothercity.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1179\/revisions\/1842"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/diothercity.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1174"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/diothercity.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1179"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/diothercity.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1179"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/diothercity.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1179"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}